I supermercati possono limitare gli acquisti se c’è il rischio di carenze

Fabrizio Nucci

Scaffali vuoti in un supermercato di Saragozza. / Foto: efe | Video: ep

Il Governo modifica la regolamentazione del mercato retail all’interno del Piano Nazionale Anticrisi. I negozi potranno decidere il numero di unità di un prodotto che ogni cliente può acquistare

CLARA ALBA Madrid mercoledì 30 marzo 2022, 14:45 Il Piano nazionale anticrisi approvato martedì dal Consiglio dei ministri va ben oltre i dettagli degli aiuti e degli sconti carburante con cui cerca di limitare l’impatto della crisi energia nelle aziende e nelle case spagnole. Il Governo ha approfittato del documento per introdurre alcune modifiche legislative che potrebbero incidere sulla vita quotidiana dei consumatori se la situazione dovesse peggiorare nel tempo. Tra questi, spicca una modifica della Legge 7/1996, del 15 gennaio, che regola il settore della vendita al dettaglio, per dare a supermercati e negozi la possibilità di limitare, in situazioni eccezionali, il numero di unità dello stesso prodotto che ciascun acquirente può acquisire. Il Governo sta quindi cercando di prevenire situazioni come quelle vissute in queste ultime settimane con prodotti come l’olio di girasole o il latte, che hanno persino messo a rischio la fornitura di questi articoli in numerosi stabilimenti, con i cittadini che fanno scorte per paura di una possibile situazione di penuria. Nello specifico, e all’interno del Piano Nazionale pubblicato questo mercoledì sulla Gazzetta Ufficiale dello Stato (BOE), viene introdotto nella legge un nuovo comma 3 che stabilisce che “in via eccezionale, quando ricorrono circostanze straordinarie o cause di forza maggiore che lo giustifichino”, gli esercizi commerciali possono sospendere “temporaneamente” il divieto di cui all’articolo 2 della norma di limitare il numero di oggetti acquistabili da ciascun acquirente. In particolare, tale sezione indica che i commercianti “non possono limitare il numero di articoli che possono essere acquistati da ciascun acquirente o stabilire prezzi più elevati o rimuovere riduzioni o incentivi per acquisti che superano un determinato volume”. Più volte, infatti, le associazioni dei consumatori hanno lanciato l’allarme sulla legalità della pratica di alcune imprese che avevano già limitato l’acquisto di alcuni articoli, in un periodo in cui l’impatto della guerra, i fermi produttivi dovuti allo sciopero dei vettori e la raccolta dei cittadini. FACUA-Consumers in Action ha denunciato DIA, Mercadona, MAS, El Jamón e Hiperdino per aver limitato la vendita di olio di girasole. La competenza sanzionatoria, in questi casi, corrisponde alle comunità autonome. Il regio decreto ora approvato sottolinea, tuttavia, che queste misure per consentire alle imprese di saltare quella parte del noram “devono essere giustificate e saranno adottate in modo proporzionato quando necessario per prevenire carenze e garantire l’accesso dei consumatori in condizioni eque”.

Fabrizio Nucci
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